Tra acqua e foresta esiste un legame profondo. Il bosco ha bisogno di acqua, molecola essenziale per la nascita e lo sviluppo di ogni forma di vita, ma anche l’acqua ha bisogno del bosco. Le foreste captano, immagazzinano, filtrano, ridistribuiscono acqua entrando in modo determinante in ogni fase del ciclo naturale di questo elemento.

Castelporziano, vero e proprio scrigno di diversità, preziosa, delicata, unica al mondo è pronto ad aprirsi davanti allo sguardo stupefatto del raro visitatore. Gli invertebrati che popolano le ampie praterie, gli uccelli nascosti nel fitto degli alberi, gli strigiformi o i micro-mammiferi che si muovono solo al calar della notte e tante altre creature speciali, rare ed elusive...

Per cogliere l’anima di un luogo è necessario entrare in relazione con esso, conoscerne ogni angolo, ogni abitante stabile, ogni ospite occasionale, in ogni stagione con ogni condizione atmosferica. I recessi ombrosi, dove i raggi del sole arrivano filtrati dalla volta del bosco, custodiscono la vera essenza di Castelporziano, un’essenza così ricca da sospenderti ad ogni incontro. Negli ambienti aperti, invece, la vista si apre a 360 gradi e ad opportunità nuove. Il cielo si riempie all’improvviso di un volo di uccelli; la prateria è percorsa dai movimenti di piccoli ospiti; al limitare della radura, gli ungulati si mostrano anche solo per pochi istanti; una cincia rallegra un ramo ormai secco; lo sguardo di una rara lepre italica cattura la scena. Dagli sfondi naturali della prateria, della duna e delle zone umide emergono continui dettagli: è la vita che scorre sotto i nostri occhi.

Il Falco pecchiaiolo è uno dei più elusivi abitanti di Castelporziano
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