Orso bruno marsicano
Lo spirito del bosco


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Sin dai tempi più remoti e in ogni angolo del pianeta terra, uomo ed orso hanno incrociato il loro destino. L'ancestrale convivenza ha reso l'orso un animale simbolo della memoria collettiva dei popoli e ne ha fatto il protagonista di fiabe e leggende. In Italia il mitico orso bruno assume l'aspetto del mite orso marsicano, che, per la straordinaria bellezza e il rapporto con il territorio, occupa un posto d'onore nella biodiversità italiana e ha conservato nei secoli il suo fascino antico. Intervista a Roberto Isotti per "La Rivista della Natura web" 2014 ... leggi tutto

Come mai l'esigenza di scrivere un libro proprio sull'orso marsicano?

"Questo libro va sicuramente a colmare un vuoto, trattandosi del primo libro fotografico interamente dedicato all'animale simbolo della biodiversità Italiana: l'orso bruno marsicano. E' un tributo ad una specie simbolo, la cui conservazione rappresenta una sfida fondamentale per tutti coloro che amano il nostro paese e vogliono difenderne l'unicità. In un momento in cui i grandi carnivori stanno riconquistando spazio in Europa, una sottospecie come quella dell'orso marsicano che in tutti questi anni ha lottato riuscendo con grande fatica a sopravvivere, merita un rinnovato impegno da parte di tutti. Per vincere questa sfida è necessario far passare il messaggio che l'orso marsicano è un patrimonio italiano, europea e internazionale; un patrimonio in pericolo. Un libro può essere un contributo piccolo ma prezioso per creare interesse intorno all'argomento, perchè se ne parli in termini positivi e costruttivi, non solo a seguito di eventi di cronaca. L'orso marsicano dovrebbe tornare ad unire e non a dividere".

Qual è il lavoro che si nasconde dietro questo libro e attraverso quali tecniche di studio avete operato?

"Il libro è frutto di 15 anni di lavoro e nasce prima di tutto dalla una grande passione che ci ha condotto in questa avventura nel cuore dell'Appennino centrale. Sono state necessarie decine di spedizioni, centinaia di ore di appostamenti, migliaia di ore di preparazione e studio, decine di migliaia di scatti fotografici: solo grazie a questa impegno è stato possibile realizzare il materiale necessario per la pubblicazione di un volume veramente completo, che mostra le varie fase della biologia dell'orso, nelle quattro stagioni, in ambienti e situazioni diverse. Durante il nostro lavoro abbiamo collaborato con gli enti di tutela e ricerca impegnati nella conservazione dell'orso: Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e Università La Sapienza di Roma in testa. Il nostro lavoro oltre che di documentazione ha sempre una forte attenzione agli spetti scientifici (anche vista la mia formazione come zoologo). Abbiamo documentato la ricerca per il censimento non invasivo degli orsi, grazie alla raccolta di materiale biologico (come peli ed altro), il tracciamento delle aree frequentate dagli orsi grazie alla telemetria, la raccolta degli escrementi, indispensabili per definire la dieta dell'orso nelle diverse stagioni e altre attività di studio. Le tecniche fotografiche utilizzate spaziano dal foto-trapping, al remote control, agli appostamenti in capanni mobili. L'orso è un animale estremamente elusivo che, a meno di situazioni particolari (orsi confidenti), evita il contatto con l'uomo, per fotografarlo è quindi necessario utilizzare tecniche, che oltre ad aumentare le possibilità di successo a livello fotografico tutelano la tranquillità dell'orso e ne evitano il disturbo: la nostra prima preoccupazione durante tutto il lavoro. Muovendoci sempre secondo i dettami della conservation photography abbiamo sempre evitato situazioni che potessero recare fastidio agli orsi, rinunciando, a realizzare scatti fotografici, anche di grande effetto, quando si rischiava di creare qualche conseguenza negativa".

In 15 anni di lavoro come è cambiata la realtà dell'orso marsicano sulle nostre montagne?

"Molte cose sono cambiate intorno all'orso, mentre la popolazione degli orso è rimasta più o meno la stessa, una popolazione che continua a mantenere una sua vitalità (nuovi orsi nascono ogni anno nel Parco ma la mancanza di spazio vitale spesso ne compromette le probabilità di sopravvivenza spesso durante i primi anni di vita). Per quanto riguarda i suoi rapporti con l'uomo, dicevo, è cambiato molto; da una parte ci sono nuovi malumori, nuove paure (spesso ingiustificate) dall'altra sorgono sempre nuovi comitati di cittadini in difesa e dalla parte dell'orso. Quello che latita sono le istituzioni centrali che faticano a prendersi carico dell'orso come una questione nazionale".

Attualmente la popolazione in che stato di salute si trova e da quanti individui è composta?

"Purtroppo secondo l'ultimo censimento ci sarebbero in natura soltanto tra i 45 e i 60 esemplari circa di orso marsicano".

Come è cambiato il rapporto uomo-orso negli ultimi anni?

"Come dicevo nel territorio dell'orso si è creata una situazione piuttosto polarizzata. C'è ci è contro l'orso e gli attribuisce danni e problemi di ogni genere, è inutile dire che da anni nei territori dove è riconosciuto il rimborso per danni da orso difficilmente muore un animale senza che sia colpa dell'orso o del lupo.. dall'altra sorgono sempre nuovi paladini, esperti di orso qualche volta sinceri altre volte interessati. Sarebbe opportuno ritrovare un po' di razionalità. Vivere la presenza dell'orso come un opportunità per interi territori di creare un indotto turistico certo, ma anche evitare di sfruttare l'orso o di volerlo trasformare solo in un attrazione. Il rischio è sempre quello di creare una realtà lontana da quella naturale; l'orso marsicano è un grande carnivoro (onnivoro per la verità) e come tale ha bisogno di spazio, di prede e di tranquillità".

Al contrario di molti Paesi in cui l'orso non gode di alcuna forma di tutela, in Italia le azioni di salvaguardia non sono mancate. Tuttavia, la popolazione dell'orso marsicano è esigua: cosa non ha funzionato?

"Lo spazio vitale, non mi stancherò mai di ripeterlo è una delle chiavi fondamentali per garantire un futuro all'orso. Quindi più territorio protetto per l'orso e collegamenti tra le aree protette sono queste le azioni di salvaguardia che servono, ma sono anche le più difficili e impopolari perchè vissute dai locali come un sottrazione di libertà... Si tratta ancora una volta di far capire quali siano le opportunità che avere l'orso nel proprio territorio offre, grandi opportunità per cui vale la pena di fare qualche piccolo sacrificio".

Avete suddiviso il libro in quattro sezioni: il tempo, lo spazio, l'uomo e il futuro. Qual è il senso di ciascuno?

"Dunque…Il tempo e con esso le stagioni, ciascuna delle quale ha un preciso significato nel ciclo vitale dell'orso e del suo territorio (che è coprotagonista di questo libro): Lo spazio di cui ho ampiamente parlato, la necessità di ampliare l'areale dell'orso, di creare corridoi ecologici tra le zone tutelate che possono potenzialmente ospitare l'orso. L'orso come specie ombrello. Salvando l'orso si salva un "mondo" intero; L'uomo con cui l'orso si trova a convivere e che può essere il suo miglior alleato ma anche il suo peggior nemico; Il futuro con tutte le luci e le ombre che si intravedono all'orizzonte, certamente il libro ha un impronta positiva ed ottimista: Ci sarà; ci deve essere un futuro per l'orso!".

Ci sono particolari momenti di questi anni di lavoro che vi stanno particolarmente a cuore?

"Non per essere nostalgici ma vedere alcune immagini scattate ancora con tecniche analogiche, che nonostante gli anni mantengono il loro fascino ed il loro valore ci inorgoglisce e ci dà il senso di continuità di questo lavoro. Un lavoro che non è ancora finito perchè continueremo a percorrere i sentieri dell'orso, nella speranza di vedere ancora la sua figura maestosa stagliarsi all'orizzonte tra le montagne d'Abruzzo".

Da esperti quali siete: come vedete il futuro dell'orso marsicano?

"Il nostro ruolo di divulgatori ci impone un approccio positivo, quello di esperti di conservazione un approccio più realista, per garantire un futuro all'orso c'è bisogno di un cambio di passo, basta muoversi al ritmo della burocrazia, basta con il moltiplicarsi delle responsabilità che servono solo ad eludere le decisioni, è ora di fare qualcosa per l'orso. Nuovo spazio dicevamo, basta allevamento brado nei territori dell'orso, basta abusare del territorio. Prendere decisioni, impopolari forse sul breve periodo, ma dalle quali potremo raccogliere frutti positivi tutti, uomini ed orsi, insieme".


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